Una foto scattata per ridere con gli amici. Uno screenshot mandato in una chat. Un tag fatto senza pensarci. Sul momento sembrano cose piccole, perche’ appartengono a una situazione precisa.

Online il contesto puo’ cambiare

La reputazione digitale non e’ una predica sul “comportarsi bene”. E’ il modo in cui impariamo a decidere cosa raccontare di noi, cosa raccontare degli altri e cosa fare quando un contenuto comincia a fare male.

Quattro domande prima di condividere

Ci sono volti o dati di altre persone? Quella persona e’ d’accordo? Sto mostrando luoghi, scuola o abitudini che non serve rendere pubblici? Se uscisse dal gruppo, saprei ancora spiegarlo con serenita’?

Privacy non significa sparire

Usare i social non e’ sbagliato. La protezione arriva quando scegliamo il pubblico, controlliamo i tag, limitiamo la geolocalizzazione e capiamo che anche la foto di un amico non e’ “nostra” solo perche’ l’abbiamo sul telefono.

Se qualcosa gira e non doveva girare

Non affrontarlo da soli. Conserva quello che serve per ricostruire il fatto, parla con una persona di fiducia e usa gli strumenti di segnalazione della piattaforma.

Cosa fare ora

  • Rivedi chi puo’ vedere il tuo ultimo post.
  • Controlla tag e geolocalizzazione.
  • Prima di pubblicare una foto di qualcuno, chiediglielo davvero.

La reputazione digitale non si protegge sparendo: si protegge scegliendo meglio che cosa consegnare alla rete.

Fonti e approfondimenti

Garante Privacy, MinoriGarante Privacy, Social networkGenerazioni Connesse, uso consapevole della rete